Curiosity about the world of Sexy Dolls

Filosofia delle Sex Dolls

Filosofia delle Sex Dolls, risvolti psicologici e polemica 

Il manicheismo oscurantista

In questi mesi alcune testate giornalistiche di rilievo hanno iniziato a parlare delle Sexy Dolls, in merito ad alcune polemiche sorte dopo l’apertura di una “casa delle bambole”, prima in Spagna (Barcellona) poi a Torino, in Italia.

I due Lumidolls (bordelli con bambole in silicone) sono stati quasi immediatamente sequestrati dalle rispettive forze dell’ordine, per alcuni problemi relativi ai permessi. 

Certo, il “sabotaggio” è dietro l’angolo (se si vuole essere ironici), ma in verità l’argomento risulta essere abbastanza scomodo, almeno in una societá così manicheista come la nostra.  

Questo nuovo argomento è stato ben affrontato da Francescomaria Tedesco, quando dice “l’uso delle bambole di silicone porrebbe gli uomini (che sembrano essere i maggiori destinatari quanto a uso) davanti a un bivio: pensarle come sex toys e dunque ‘usarle’ nella pienezza di una consapevole e totale liberazione sessuale e del desiderio; oppure usarle operando una traslazione che rappresenti quelle bambole come corpi “femminili” e dunque da usare in senso maschilista, come oggetti. Questa distinzione (tra sesso liberato, ‘giocoso’, felice, versus sesso come possesso, uso, perfino distruzione del corpo femminile) è però un’opposizione manichea che non tiene conto della sessualità nelle sue infinite sfumature […]”. 

In ogni caso, chi le utilizza anche per fini indiretti e distruttivi, sta comunque sfogando il suo “io” solo su un oggetto, non su una persona.

I moralismi dualisti che vogliono opporre il sesso gioioso come “vita”, allo stupro su un oggetto come “morte” sono davvero ridicoli e non hanno molto senso. 

Un paragone sulla tecnologia

Viene spesso da paragonare questo argomento a quello dei videogames. 

Le consolle ci hanno portato ad apprezzare i primi Arcade: dove prima dovevamo saltare per evitare i pericoli di Pitfall (le bambole gonfiabili), oggi ci confrontiamo con l’iperrealismo di Call Of Duty e centinaia di altri giochi similari (le Real Dolls), dove guidiamo un plotone di soldati in missione o affrontiamo criminali incalliti, senza per forza diventare super-eroi o malavitosi. 

Perchè dovrebbe diventare un così grave problema “giocare” nel campo sessuale? 

Al limite sarà il rivenditore a darmi tutte le informazioni affinchè non si deteriori il prodotto per cui ho speso (oltretutto) parecchi denari, come per i videogiochi (es., non esporre al sole oltre i 40 gradi), così per le Dolls (ancora più costose e preziose). 

Le Sexy Dolls, come nell’enigmatico simbolo cinese dello Yin e dello Yang, contengono sia elementi di vita che elementi di morte, ed in ognuno di questi è presente il proprio opposto.  

Sinceramente preferiamo pensare di poter utilizzare uno strumento come le bambole di silicone per compiere un ulteriore passo verso la definitiva liberazione sessuale, piuttosto che credere che chi spende centinaia di euro per una bambola voglia unicamente distruggerla per sublimare il proprio odio verso il genere femminile. 

Il progresso in questo campo porterà gradualmente ma velocemente a confrontarci con umanoidi dotati di I.A. che possano aiutarci, risolvendo i problemi quotidiani e gestendo le nostre faccende mentre dedichiamo tempo a noi e ai nostri cari.  

La sola idea che vi siano opinioni negative è di per se’ obsoleta 🙂 

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